PROGETTO PELAGOS
Progetto sperimentale per il ripopolamento del corallo rosso (Corallium rubrum).
Studio di Ingegneria Ambientale Ing. Stefano Colosimo – Catanzaro
Università di Bologna - Prof. Corrado Piccinetti - Laboratorio di Biologia Marina e pesca di Fano
Introduzione
Il corallo rosso (Corallium rubrum) è una specie animale che è stata oggetto per secoli di prelievo intenso, finalizzato alla produzione di gioielli.
In Italia la distribuzione del corallo è molto ampia e vi è una pesca specializzata con operatori subacquei.
In genere un rametto di corallo cresce in spessore di 1 mm all’anno e 1 cm all’anno in lunghezza, ma esistono ampie variazioni.
Da alcuni decenni vengono svolte ricerche sulla riproduzione del corallo in ambienti controllati, sull’ottenimento di nuove gemme e sulla possibilità di recuperare le parti apicali dei rami di corallo, dette spuntature.
Queste spuntature sono delle colonie di polipi vivi e si è visto che possono sopravvivere. 
Le ricerche, sviluppate da diversi laboratori sullo stimolo dei risultati ottenuti dall’Association Monegasque Pour La Protection De La Nature, hanno mostrato la fattibilità di due approcci per ottenere il ripopolamento del corallo.
a) Realizzazione di grotte artificiali con diversi materiali da posizionare alle profondità idonee.
Tali grotte, ripopolate con coralli raccolti in natura, permettono la riproduzione del corallo e l’insediamento sui supporti posti nelle grotte di nuovi coralli.
Questi ultimi, come in un vivaio, possono essere poi posti a dimora nell’ambiente esterno.
b) Recupero delle spuntature tagliate dagli operatori subacquei. In questo caso le ricerche hanno mostrato la possibilità di raccogliere le parti apicali, mantenerle vive in acqua, attaccare con un particolare mastice biocompatibile i rametti ad un supporto e metterli a dimora. In questo caso l’accrescimento anziché partire dal polipo iniziale, parte da una colonia già di alcuni centimetri riducendo i tempi per raggiungere le taglie commerciali desiderate.
Il progetto
L’ Università degli Studi di Reggio Calabria – Dipartimento di Scienze Ambientali e Territoriali, ha di recente attuato un intervento finanziato con fondi comunitari, denominato “Progetto Pelagos”.
Il gruppo di lavoro era costituito dal Prof. Antonio Quistelli (responsabile scientifico), dal Prof. Corrado Piccinetti e dal Prof. Riccardo Vietti Cattaneo (consulenti scientifici) e dall’Ing. Stefano Colosimo (coordinatore della ricerca). ![]()
L’intervento ha comportato la immissione in mare di tre “grotte artificiali” denominate Grotta A, Grotta B e Grotta C, rispettivamente poste alla profondità di ml 38, 42 e 50, all’interno delle quali sono stati impiantati numerosi rami apicali di corallo rosso, pre-valentemente derivanti da spuntature eseguite su banchi naturali.
Le strutture, sono state posizionate nello specchio acque compreso tra Vibo Valentia e Tropea.
Il corallo raccolto, è stato trasportato in contenitori termostatati, fissato con apposito mastice bicomponente su tavolette lapidee e quindi impiantato nelle grotte sommerse.
Il progetto si è concluso alla fine delle operazioni descritte, in assenza di copertura finanziaria pubblica per le indispensabili attività di monitoraggio.
A distanza di oltre due anni, l’Ing. Stefano Colosimo ed il Prof. Corrado Piccinetti hanno realizzato in proprio, tramite operatori subacquei appositamente attrezzati (Associazione Sub Sea Explorer), una serie di immersioni in situ, verificando che tutto il corallo impiantato era purtroppo morto.
La causa, è probabilmente imputabile al tempo intercorso tra le operazioni di raccolta e di reimpianto (circa due – tre giorni).
Successivamente, sempre su iniziativa di Piccinetti e Colosimo, la Sub Sea Explorer ha
proceduto a reimpiantare nelle grotte A e C altro corallo, cercando di ridurre al minimo i tempi morti tra le varie fasi del lavoro.
Il corallo è stato infatti reimpiantato in ciascuna delle due grotte nell’arco di tempo di circa 12 ore.
In particolare, le spuntature di corallo sono state prelevate su banchi naturali siti nelle pareti di Palmi (RC), alla profondità di 85 – 105 metri; Le attività di controllo hanno permesso di osservare una rilevante colonizzazione delle pareti interne dei manufatti con particolare accentuata presenza di Retepora cellulosa, Antedon Mediterranea e di Ophioderma longicauda in particolare nella grotta A e di Echinaster sepositum.
La mortalità del corallo riscontrata è valutabile intorno al 10 % e si è manifestata principalmente subito dopo il reimpianto.
Il prosieguo del lavoro consentirà agli autori di individuare i periodi di riproduzione, e di verificare l’insediamento di nuovi polipi.
Inoltre, ci si prefigge l’obiettivo di osservare l’accrescimento dei rami impiantati, nonchè dei fenomeni di predazione e mortalità.
(Pubblicazione “Gestione della Fauna selvatica e conservazione della biodiversita’ – esperienze” Roma 2005 T.scrivo).
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